Adolfo Maria Perez Esquivel

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Adolfo Maria Perez Esquivel nasce il 26 novembre 1931 da una famiglia spagnolo-guaranì: il padre è immigrato dalla Spagna mentre la madre discende dalla tribù dei Guaranì, una popolazione del Sud America che da sempre subisce discriminazioni e persecuzioni. Adolfo riceve un’educazione e istruzione cattolica; già durante i primi anni dei suoi studi si avvicina alle tematiche della politica internazionale, malgrado la sua carriera da architetto e scultore. Il 1976 segna in Argentina il colpo di stato guidato dal generale Jorge Rafael Videla: ben presto la dittatura militare si macchia di soprusi e atti violenti contro gli oppositori al piano politico repressivo del “processo di riorganizzazione sociale”. Il sistema dei desaparecidos diviene la tecnica dell’apparato governativo per eliminare definitivamente i dissidenti, un vero e proprio metodo per far scomparire nel nulla le persone.

In questi anni non mancano le decise proteste di Esquivel, che viene incarcerato e torturato dalle forze armate argentine per diversi mesi. Nonostante abbia subìto queste ingiustizie, Equivel non proclama mai la violenza come arma per il cambiamento. Per questo nel 1980 è insignito del Premio Nobel per la Pace per i suoi sforzi contro la dittatura ed in favore dei diritti umani.

 

Sappiamo che non possiamo piantare semi con i pugni chiusi. Per seminare, dobbiamo aprire le nostre mani.

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