Aldo Capitini e Pietro Pinna

Aldo Capitini nasce a Perugia nel 1899. Frequenta l’Università alla Scuola Normale superiore di Pisa. Rifiutando di aderire al partito fascista perde il lavoro. Riabilitato dopo la guerra si attiva per la promozione del diritto all’obiezione di coscienza, iniziando a lavorare a una battaglia civile che lo porterà a collaborare con un’altra grande mente del movimento nonviolento Italiano, Pietro Pinna, primo obiettore italiano, anche lui finito in carcere per aver sostenuto il proprio pensiero. Capitini si definisce un “religioso laico”, è critico nei confronti della chiesa cattolica come istituzione e dei partiti politici. Crede in un impegno diffuso per i diritti di tutti. In alternativa alla violenza sostiene l’applicazione dei principi di libertà, di fratellanza, di eguaglianza. Fonda il centro di orientamento sociale e in seguito il centro di orientamento religioso, dove, in un clima di scambio e dialogo diffonde le proprie idee. Sono tante le azioni di impegno nella sua vita, ma è ricordato soprattutto per la profondità del pensiero filosofico, capace di ispirare migliaia di persone. Capitini è il primo promotore della marcia per la Pace e la Fratellanza dei popoli da Perugia ad Assisi.

Nel corso della vita pubblicherà numerose opere le più importanti sono “Italia nonviolenta” del 1949 e “Scritti sulla nonviolenza” del 1992.

La nonviolenza non è cosa negativa, come parrebbe dal nome, ma è attenzione e affetto per ogni singolo essere proprio nel suo esser lui e non un altro, per la sua esistenza, libertà, sviluppo.

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