DIARIO DI BORDO

Ripercorriamo i tre giorni di residenziale grazie al diario di bordo di due partecipanti.

Conoscenza, formazione e interazione.

1°giorno – Il giorno 8 dicembre 2017 noi partecipanti, studenti di vari licei e istituti del Trentino, siamo arrivati all’Ostello della Gioventù di Salorno, dove c’erano Teresa e Giorgia, le tutor del progetto Radio Memoriae, insieme a Paola e Matia del Forum per la Pace e i Diritti Umani. Dopo aver sistemato le nostre valigie nelle camere, ci siamo trovati in una stanza per svolgere delle attività di conoscenza per presentarci ufficialmente fra di noi. Infatti, proveniendo da più scuole diverse dovevamo prima di tutto conoscerci e fare gruppo.
Dopo questa prima fase è arrivato il nostro primo relatore Emanuele Giordana, un giornalista, blogger e saggista italiano, che ci ha spiegato come funziona l’ambito del giornalismo. Per farci entrare in questo mondo ci ha fatto scrivere un breve testo utilizzando solo la regola delle 5W (who, where, what, when, why). Inoltre, ci ha illustrato alcuni trucchi del giornalismo in radio, utilizzati per dare più enfasi alle notizie; dandoci una dimostrazione di questi segreti del mestiere, ha chiesto a uno di noi di simulare un reportage-intervista al telefono: abbiamo dovuto allontanarci dalla stanza al fine di “sporcare” la nostra voce e dare quindi la percezione di lontananza, una delle prime difficoltà rintracciate con il giornalismo radiofonico. Come cercare di superare questa distanza fisica fra ascoltatore e giornalista? Sicuramente un saggio uso dei seuoni e delle musiche è una delle prime soluzioni. Dunque, da ultimo, la spiegazione si è conclusa con alcuni accenni riguardo l’effetto tappeto, cioè la musica in sottofondo che accompagna la voce del conduttore; l’oversound, ovvero la voce in lingua straniera
in sottofondo che si sovrappone a quella del traduttore; e da ultimo, la registrazione su bianco, cioè senza alcun suono in sottofondo per dare più autorevolezza al radiofonico.
Una volta finito l’incontro con Giordana abbiamo avuto modo di cenare tutti insieme,
conversando e ridendo; la serata è proseguita con la visione di un film intitolato “Selma- La strada per la libertà”. Il film ripercorre l’esperienza di Martin Luther King e dei suoi collaboratori che hanno lottato per garantire un equo trattamento e pari diritti alla popolazione afroamericana negl’anni del segregazionismo negli Stati Uniti d’America. Non a caso è stato scelto un tale film: Martin Luther King rappresenta sicuramente uno  dei Volti di pace, di cui parla il nostro progetto, poiché si è battuto per garantire i diritti attuando però una via nonviolenta.

2°giorno – Iniziando il secondo giorno con una ricca colazione, continuiamo la mattinata con Giulia Laura Ferrari, giovane autrice di Pascal – programma radiofonico di Rai 2 – e storyteller. Giulia Laura Ferrari ci ha spiegato come funziona e quali fasi ci sono dietro ad una puntata radio e quanto sia importante raccontare una storia con un proprio metodo. Abbiamo capito quanto il lavoro in radio si basi sulla collaborazione, visto i diversi ruoli che si sono per poter costruire una buona storia: anzitutto, una buona scaletta per poter ottenere l’attenzione sia del giornalista radiofonico che del pubblico. La conclusione a cui siamo arrivati è che in radio, dato che non sono presenti immagini, ci sono soprattutto riflessioni, e dunque, confrontarsi riguardo al racconto è importante ma lo è ancora di più, trovare la voce adatta per l’nterpretazione. Per lavorare in radio bisogna semplicemente essere se stessi, è essenziale essere chiari, rapidi e ovviamente interessanti.
La giornata è proseguita con lo staff di SanbaradioNicola Pifferi, direttore di SanbaRadio, una web-radio universitaria, che prende nome da San Bartolomeo (quartiere che ospita lo Studentato universitario di Trento) e fornisce informazioni e intrattenimento nelle province di Trento e Bolzano; Michele Citarda, fonico e conduttore radio. La loro spiegzione si è divisa in due momenti: uno più frontale e l’altro più interattivo. Scopriamo così che esistono vari tipi di Radio, come per esempio la radio di flusso, caratterizzata da grandi intervalli riservati all’intrattenimento e meno all’informazione; la radio di programmi, che riserva maggiori spazi a contenuti originali. Nella seconda parte invece, ci hanno illustrato come si svolge una puntata radio facendoci fare una prova in coppie con tutto l’occorrente; in questo modo abbiamo potuto realizzare come parlare in radio sia una bella “sfida”, più complessa di quanto ci aspettavamo. Volete sapere qualche trucco che ci hanno svelato? Ebbene, in radio anche se non si vede, si sente! È molto importante, infatti, non perdere mai il contatto visivo con il proprio partner, poiché ci si potrebbe sovrapporre. Facendo delle prove, abbiamo potuto mettere in pratica ciò che loro ci hanno spiegato sulla conduzione in coppia, dove è fondamentale mantenere un equilibrio tra i conduttori e un contatto visivo, non sovrapponendosi con le voci e accordandosi sulla gestione del tempo.
Nella serata si è unita a noi Beatrice Taddei Saltini, una delle fondatrici dell’Associazione 46° Parallelo, che annualmente produce l’Atlante delle guerre e dei conflitti. Con il suo intervento ci ha fornito nozioni sullo status del mondo: come sta oggi il pianeta? Quanti conflitti sono attivi? Quali sono le statistiche mondiali sui livelli educativi? Quanti muri sono stati costruiti nel 2016? Grazie al supporto di varie infografiche abbiamo conosciuto su dati e statistiche mondiali. È stato un incontro interessante poiché ci ha fatto ragionare sui problemi economici, sociali e politici che affliggono realtà spesso dimenticate. La giornata si è conclusa attraverso un’attività che simulava un dibattito su un conflitto ambientale, dove abbiamo sperimentato il public speach, sostenendo idee che magari alle volte erano constrastanti con il nostro essere.

3°giorno – Abbiamo trascorso la nostra terza e ultima giornata al residenziale insieme all’artista Luigi Penasa dello studio d’arte Andromeda, un’associazione artistico-culturale impegnata a promuovere fra i giovani diverse forme espressive (grafica, umorismo, fumetto, illustrazione, animazione, pittura, scultura e fotografia). Insieme a lui abbiamo approfondito la nostra conoscenza sulle arti grafiche, grazie all’excursus sul fumetto con diversi esempi. Infatti, il disegno può essere più efficace del giornale e della radio, infatti una cosa semplice di solito può far capire meglio il concetto. Ed è per questo che con questa edizione di Radio Memoriae si è voluto dare spazio anche a quest’arte.
Dopodiché, grazie a Teresa e Giorgia, ci siamo potuti avvicinare ai protagonisti di questa nuova edizione di Radio Memoriae, i volti di pace. Successivamente, ci siamo divisi in coppie per lavorare in futuro sulle schede personaggio, sull’intervento in radio e sui materiali grafici.

Siamo giunti così alla fine dell’esperienza nel residenziale, portando via con noi nuove conoscenze riguardo tutto ciò che ha a che fare con il mondo del giornalismo radiofonico, e anche del mondo della grafica, in particolare modo quello del fumetto. Ma per noi il residenziale non è stato solo questo. Grazie a questa esperienza abbiamo potuto conoscere ragazzi e ragazze di altre scuole trentine, con i quali abbiamo stretto amicizia e trascorso magnifiche giornate.

Ricollegandoci al presente, abbiamo appena iniziato a svolgere la formazione specifica che ci consentirà di produrre da zero le puntate radio e i prodotti grafici: per questo ci servirà, in questi mesi, un affiancamento di professionisti che ci guideranno attraverso   la messa in pratica di che cosa sia il giornalismo radio e quello giornalismo grafico.

Vogliamo lasciarvi con alcune, che potranno spiegare al meglio il nostri tre giorni a Salorno.

 

2 febbraio 2018
Gaia e Gresa
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